Cosa è importante sapere
La pigmentazione cutanea è una condizione comune che può essere causata da diversi fattori. Le cause principali della pigmentazione cutanea sono l’esposizione al sole, i cambiamenti ormonali, i processi infiammatori e alcuni farmaci (fotosensibilizzanti). L’esposizione al sole è estremamente dannosa per la pelle ed è una causa comune di pigmentazione.
La sintesi della melanina è regolata dall’enzima tirosinasi, il cui funzionamento dipende dagli ioni di rame: è proprio sul blocco di questo meccanismo che si basano gli ingredienti schiarenti sicuri.
Le cellule della pelle dipendono interamente dalla cura esterna, ovvero dall’applicazione topica di prodotti contenenti vitamina C e acido glicolico
Indice
Perché compaiono le macchie scure sulla pelle?
Cosa innesca esattamente la produzione di melanina a livello cellulare?
Il meccanismo della pigmentazione: dalla causa alla manifestazione
Perché nei protocolli anti-pigmentazione si combinano spesso la vitamina C e l’acido glicolico?
Dati salienti
È possibile schiarire le macchie pigmentarie senza un SPF quotidiano?
Perché la pelle è particolarmente sensibile alla pigmentazione subito dopo i trattamenti?
Domande frequenti
Conclusioni
Fonti
1. Perché compaiono le macchie scure sulla pelle?
L’iperpigmentazione è un “tentativo naturale” della pelle di proteggersi dagli effetti dannosi del sole.
Spiegazione dettagliata. Le cause principali della pigmentazione cutanea sono l’esposizione al sole, i cambiamenti ormonali e i processi infiammatori. La melanina è un pigmento marrone prodotto dai melanociti in due strati dell’epitelio; è presente sulla pelle, sui capelli e sull’iride dell’occhio e, in condizioni normali, protegge la pelle dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti [1]. L’organismo produce più melanina proprio per proteggersi dai raggi in grado di danneggiare le cellule e il DNA [2]. In altre parole, l’iperpigmentazione è una reazione protettiva, non un malfunzionamento.
Quando sulla pelle è presente un’infiammazione, l’organismo cerca allo stesso modo di proteggere l’area vulnerabile e attiva la sintesi di melanina come «scudo», riflettendo i raggi solari. Se i cambiamenti ormonali hanno innescato la pigmentazione, ciò avviene perché le cellule della pelle sono ormono-dipendenti e possono reagire alle variazioni del quadro ormonale non solo con la pigmentazione, ma anche con secchezza/grasso, eruzioni cutanee e alterazioni della sensibilità.
2. Cosa innesca esattamente la produzione di melanina a livello cellulare?
Alcune cellule specifiche della pelle (i melanociti) sintetizzano la melanina grazie all’azione di un enzima, il cui funzionamento dipende dagli ioni di rame. Per impedire un’eccessiva pigmentazione, è necessario “bloccare” proprio questo anello della catena.
Spiegazione dettagliata. I melanociti sintetizzano granuli che producono, immagazzinano e trasportano il pigmento melanina. Nell’uomo, la tirosinasi (TYR) è l’enzima chiave coinvolto nella formazione della melanina [3]. In altre parole, per un trattamento efficace dell’iperpigmentazione è necessario «bloccare» l’enzima che avvia la sintesi della melanina e gli ioni di rame.
3. Meccanismo della pigmentazione: dalla causa alla manifestazione
Meccanismo | Cosa accade nella pelle | Come si manifesta |
I raggi UV attivano i melanociti | L’organismo aumenta la sintesi di melanina per proteggere le cellule e il DNA dai danni [1][2] | Scurimento di alcune aree, tono della pelle non uniforme, macchie solari |
La tirosinasi + gli ioni di rame innescano la cascata di sintesi | L’enzima converte i precursori del pigmento in melanina con il coinvolgimento del rame [3] | Accumulo localizzato di pigmento nelle aree di iperpigmentazione |
Processo infiammatorio della pelle | I melanociti si attivano per «proteggere» l’area vulnerabile | Iperpigmentazione post-infiammatoria (macchie dopo eruzioni cutanee o irritazioni) |
Fluttuazioni ormonali | Le cellule cutanee sensibili agli ormoni reagiscono con alterazioni della pigmentazione, nonché con secchezza, eccesso di sebo o eruzioni cutanee | Macchie irregolari che possono intensificarsi ciclicamente |
Fotosensibilizzazione (farmaci, ingredienti cosmetici, profumi) | La pelle diventa ipersensibile ai raggi UV anche dopo una breve esposizione al sole | Arrossamento, infiammazione e scurimento nelle aree di contatto con la sostanza |
4. Perché nei protocolli contro la pigmentazione si combinano spesso la vitamina C e l’acido glicolico?
Per potenziare l’efficacia del trattamento contro la pigmentazione, è possibile combinare due componenti che riducono la sintesi della melanina. La vitamina C si lega agli ioni di rame e inibisce la tirosinasi, agendo quindi direttamente sulla causa del problema: l’enzima che avvia la sintesi della melanina. Anche l’acido glicolico ha un’azione simile: inibisce l’attività della tirosinasi, ma in modo combinato — si lega all’enzima per attrazione, il che porta a una marcata alterazione della sua molecola e all’arresto della sintesi del melanina.
Spiegazione dettagliata. Le cellule della pelle dipendono interamente dalla cura esterna, ovvero dall’applicazione topica sotto forma di tonici/sieri/creme [4]. Uno dei componenti più efficaci che agisce sulla pigmentazione è il tetraesildecil ascorbato (THD). Si tratta di una forma di vitamina C liposolubile che presenta una buona stabilità e capacità di penetrare nella pelle. Il THD è 50 volte più efficace nel veicolare la vitamina C alle cellule rispetto all’acido ascorbico ed è atossico rispetto ad altre forme. Da un punto di vista clinico, la concentrazione ottimale deve sempre essere superiore all’8% e inferiore al 20%; concentrazioni più elevate provocano irritazioni e non favoriscono un aumento dell’attività [5]. Il Brightening Vitamin C Serum di INSTYTUTUM contiene il 15% di THD, che agisce in profondità su tre livelli della pelle, riducendo la pigmentazione e altri segni di invecchiamento.
L'acido glicolico è uno dei componenti chiave nella cura della pelle con pigmentazione. Grazie alla sua azione, stimola il rinnovamento cellulare e aiuta a rimuovere le cellule cheratinizzate con eccesso di pigmento, uniformando gradualmente il tono e restituendo luminosità alla pelle. Nel Resurfacing Glow Toner, l’acido glicolico al 6% contribuisce a ridurre la pigmentazione post-infiammatoria e le irregolarità della grana della pelle, mentre la formula contiene ingredienti lenitivi e idratanti per sostenere la barriera protettiva. Per un rinnovamento più intenso, il Triple Action Resurfacing Peel combina acido glicolico e salicilico in un complesso al 10% con esfoliazione meccanica ed enzimatica. Questo approccio sinergico aiuta a ridurre gradualmente la visibilità della pigmentazione; con un uso regolare, si osserva una riduzione della pigmentazione già dopo 4 settimane.
5. Dati salienti
> Il 98% dei raggi UV viene bloccato dalla protezione solare SPF 50 ad ampio spettro (PA+++).
L’8–20% rappresenta l’intervallo clinicamente ottimale di concentrazione della vitamina C nei prodotti schiarenti; concentrazioni superiori causano solo irritazioni senza apportare ulteriore efficacia.
Il THD è 50 volte più efficace nel veicolare la vitamina C alle cellule cutanee rispetto al classico acido ascorbico.
6. È possibile schiarire le macchie pigmentarie senza applicare quotidianamente una protezione solare?
In breve, no. Senza protezione solare, i raggi UV continuano a stimolare la sintesi di nuova melanina, pertanto l’effetto di qualsiasi prodotto schiarente rimane temporaneo.
Spiegazione dettagliata. La maggior parte dei casi di danni alla pelle e iperpigmentazione è causata da un'eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti. I raggi UV non provengono solo dal sole, ma sono un tipo di radiazione invisibile emessa anche dai lettini abbronzanti e dalle lampade abbronzanti. I raggi UV possono essere bloccati per oltre il 98% utilizzando prodotti solari con SPF 50 e protezione ad ampio spettro (PA+++). La protezione dai raggi ultravioletti è importante durante tutto l’anno, non solo in estate. I raggi ultravioletti possono raggiungere la superficie della pelle anche nelle giornate nuvolose e fresche.
7. Perché la pelle è particolarmente soggetta alla pigmentazione subito dopo i trattamenti?
Dopo interventi chirurgici, laser resurfacing, peeling chimici o microneedling, la barriera cutanea risulta indebolita e l’esposizione ai raggi UV durante la fase di guarigione provoca l’oscuramento delle zone trattate.
Spiegazione dettagliata. L’esposizione ai raggi ultravioletti durante il processo di guarigione può causare iperpigmentazione, con conseguente scurimento delle cicatrici o delle zone trattate. Richiedono particolare cautela al sole:
interventi chirurgici al viso — rinoplastica, blefaroplastica, lifting facciale;
rimodellamento del corpo — addominoplastica, liposuzione, mastoplastica additiva o lifting del seno (soprattutto dove sono presenti cicatrici);
trattamenti laser per la pelle — laser CO₂, IPL, laser resurfacing;
peeling chimici e microneedling — trattamenti che rinnovano gli strati superiori della pelle e ne aumentano la sensibilità.
I lettini abbronzanti vanno evitati del tutto: emettono radiazioni UV concentrate, in grado di danneggiare la pelle, rallentare la guarigione e aumentare il rischio di melanoma e altri tipi di tumori della pelle. Anche l’abbronzatura naturale all’aria aperta va evitata per almeno 2 settimane dopo la maggior parte dei trattamenti estetici.
Conclusioni
L’iperpigmentazione è una reazione protettiva della pelle ai raggi UV, alle infiammazioni o ai cambiamenti ormonali, e non un “malfunzionamento” a sé stante; pertanto, per trattarla occorre agire a livello del meccanismo coinvolto, ovvero dell’enzima tirosinasi e degli ioni di rame.
La vitamina C nella forma stabile liposolubile THD (8–20%, idealmente circa il 15%) agisce in modo sicuro sulla pigmentazione senza causare irritazioni.
La sinergia tra vitamina C e acido glicolico rinnova la pelle in profondità, garantendo uno schiarimento della pigmentazione già dopo 4 settimane (i risultati individuali possono variare)
Senza un SPF 50 ad ampio spettro applicato quotidianamente, qualsiasi protocollo offre solo un risultato temporaneo, poiché i raggi UV continuano a provocare nuova pigmentazione.
La pelle dopo i trattamenti cosmetici richiede particolare cautela al sole.
Domande frequenti
È possibile combinare la vitamina C e l'acido glicolico nella stessa routine di cura della pelle?
Sì, agiscono sulla sintesi della melanina in modi diversi: la vitamina C lega gli ioni di rame e inibisce la tirosinasi, mentre l'acido glicolico altera strutturalmente il centro attivo di questo enzima, quindi i loro effetti si completano a vicenda.
È necessario l’SPF in inverno o quando il tempo è nuvoloso?
Sì. I raggi UV raggiungono la superficie della pelle anche nelle giornate nuvolose e fresche, quindi la protezione è necessaria tutto l’anno, non solo d’estate.
È possibile abbronzarsi dopo i trattamenti estetici?
No, né in solarium né al sole. I solarium vanno evitati del tutto, mentre l’abbronzatura naturale va evitata per almeno 2 settimane dopo la maggior parte dei trattamenti, poiché in questo periodo la pelle è particolarmente sensibile all’iperpigmentazione.
Ferma l'effetto del sole sulla pelle
Se hai già notato delle macchie pigmentarie sul viso e sul collo, è importante affrontare il problema in modo sistematico. Sottoponiti a una diagnosi della pelle per determinarne le condizioni e analizza la tua routine per individuare i prodotti più efficaci per la cura della pelle. Dopo l'analisi, inizia un trattamento per un rinnovamento profondo della pelle.
1) Diagnosi della pelle con intelligenza artificiale
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Fonti
[1] Sanadi R.M. et al., 2025. [2] Thawabteh A.M. et al., 2023. [3] Videira I.F. et al., 2013. [4] Farris P.K. et al., 2009. [5] Yang J-H., Bulletin of the Korean Chemical Society.












