Come il freddo contribuisce a un invecchiamento sano

Come il freddo contribuisce a un invecchiamento sano

14/08/2026

Instytutum

L’invecchiamento sano non si misura soltanto dall’aspetto esteriore. Conta anche l’efficienza con cui il corpo si adatta, rende disponibile energia e recupera. Il freddo mette in moto questi meccanismi nel giro di pochi secondi.

Non appena la temperatura cutanea si abbassa, il flusso sanguigno viene ridistribuito, il sistema nervoso entra in uno stato di maggiore attivazione e i muscoli, insieme al tessuto adiposo bruno, aumentano la produzione di calore. Il dispendio energetico cresce, l’attenzione aumenta e l’indolenzimento muscolare dopo uno sforzo fisico intenso può diminuire. In studi controllati sull’uomo, l’esposizione regolare a temperature moderatamente fredde ha attivato il tessuto adiposo bruno e migliorato la sensibilità all’insulina.¹ A livello locale, il raffreddamento può inoltre ridurre temporaneamente il gonfiore visibile e restituire al viso un aspetto più fresco.

CONTENUTI

  • Grasso bruno: il sistema di riscaldamento del corpo

  • Cinque reazioni che il freddo innesca nell’organismo

  • Scegliere la modalità di esposizione al freddo più adatta

  • Cryoshot: il trattamento che restituisce al viso un aspetto fresco e riposato

  • Indicazioni di sicurezza

  • Conclusioni

GRASSO BRUNO: IL SISTEMA DI RISCALDAMENTO DEL CORPO

Il tessuto adiposo bruno svolge un ruolo centrale in molte delle risposte fisiologiche al freddo. Se il grasso bianco rappresenta la riserva energetica del corpo, il grasso bruno funziona come un sistema di riscaldamento interno. Utilizza glucosio e acidi grassi come combustibile per produrre calore.² Per questo motivo, l’attivazione del tessuto adiposo bruno attraverso il freddo viene studiata come possibile strategia per sostenere la salute metabolica e la regolazione del peso, in particolare nel contesto dell’obesità e del diabete di tipo 2.

Le cellule del tessuto adiposo bruno contengono un’elevata quantità di mitocondri, le piccole centrali energetiche delle cellule. Questi mitocondri, però, funzionano in modo particolare: la proteina UCP1 consente di dissipare l’energia direttamente sotto forma di calore anziché immagazzinarla. Negli adulti, il tessuto adiposo bruno metabolicamente attivo si trova soprattutto nella zona del collo, sopra le clavicole e lungo la colonna vertebrale.³

Per molto tempo si è ritenuto che questo tessuto scomparisse quasi completamente con l’età. Nel 2009, tuttavia, diversi gruppi di ricerca hanno confermato che il grasso bruno metabolicamente attivo è presente anche negli adulti e può essere attivato dal freddo. La sua attività diminuisce con l’età e con l’aumento della massa grassa, ma può essere nuovamente stimolata dall’esposizione al freddo.³

CINQUE REAZIONI CHE IL FREDDO INNESCA NELL’ORGANISMO

1. Modifica temporaneamente il flusso sanguigno cutaneo e riduce il gonfiore visibile

Il freddo provoca una rapida vasocostrizione dei vasi sanguigni cutanei.⁴ Quando la pelle torna a riscaldarsi, il flusso sanguigno si normalizza gradualmente.

A livello locale, questa vasocostrizione temporanea può rendere meno evidente il gonfiore, soprattutto nella zona del contorno occhi. Il viso appare così più fresco e riposato.

2. Aumenta rapidamente la vigilanza

I recettori del freddo presenti nella pelle inviano immediatamente un segnale al cervello. In risposta, si attiva il sistema nervoso simpatico, aumentano i livelli di noradrenalina,⁵ la respirazione accelera e cresce lo stato di attenzione.

È la spiegazione della sensazione familiare che si prova dopo una doccia fredda: come se qualcuno avesse improvvisamente acceso la luce. Si tratta di una risposta neurofisiologica acuta, percepita come un rapido aumento di energia e lucidità.

3. Aumenta il dispendio energetico

Quando il corpo inizia a perdere calore, utilizza più energia per mantenere stabile la temperatura interna. Uno dei meccanismi coinvolti è il brivido: rapide contrazioni muscolari involontarie che producono calore. Anche se il corpo può sembrare immobile, i muscoli stanno lavorando attivamente.

Un altro meccanismo è la termogenesi senza brivido, attraverso la quale il tessuto adiposo bruno e la muscolatura scheletrica convertono energia in calore. Il corpo utilizza glucosio e acidi grassi come combustibile, aumentando così il dispendio energetico durante l’esposizione al freddo.²

In uno studio pubblicato nel 2012 sul Journal of Clinical Investigation, sei uomini sani sono stati sottoposti a un’esposizione controllata al freddo per tre ore. Il loro dispendio energetico complessivo è aumentato fino a circa 1,8 volte rispetto al valore iniziale, corrispondendo a un consumo energetico aggiuntivo di circa 250 kcal nell’intero periodo di esposizione. Contemporaneamente, il tessuto adiposo bruno ha captato attivamente glucosio e acidi grassi, utilizzandoli per produrre calore.²

4. Riduce la sensibilità al dolore

Il freddo rallenta la trasmissione dei segnali nei nervi sensitivi. Di conseguenza, dolore, bruciore e pulsazioni possono attenuarsi.⁶ Allo stesso tempo, la vasocostrizione riduce il flusso sanguigno nella zona raffreddata e può contribuire a contenere il gonfiore locale.

È su questo meccanismo che si basa l’effetto analgesico del ghiaccio, degli impacchi freddi e della crioterapia. Il raffreddamento riduce rapidamente la sensibilità e può attenuare temporaneamente l’intensità dei sintomi.

5. Favorisce il recupero tra sessioni di allenamento intense

Dopo uno sforzo fisico intenso, l’immersione in acqua fredda può ridurre l’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata e contribuire a una più rapida diminuzione dei livelli di creatinchinasi, utilizzati come marker di danno muscolare. Il freddo trova particolare applicazione dopo competizioni, corse di lunga distanza, sport di squadra o sessioni di allenamento ravvicinate, quando il tempo disponibile per un recupero completo è limitato.⁷

Durante la preparazione a un campionato di paracadutismo, la fondatrice di INSTYTUTUM Natalia Bobok ha effettuato circa 30 lanci nell’arco di pochi giorni. Il carico ripetuto ha provocato un dolore alle spalle così intenso da rendere difficile proseguire gli allenamenti. Le immersioni in acqua fredda e le sedute in criosauna hanno contribuito ad alleviare il disagio e a rendere più rapido il ritorno ai lanci successivi.

SCEGLIERE LA MODALITÀ DI ESPOSIZIONE AL FREDDO PIÙ ADATTA

Una doccia fresca: un approccio graduale al freddo

Concludere una normale doccia con una breve fase più fresca rappresenta una delle forme più moderate di esposizione al freddo. Nei protocolli introduttivi destinati agli adulti, la fase fresca viene spesso limitata agli ultimi 30–60 secondi e prolungata gradualmente solo dopo l’adattamento.

L’obiettivo non è raffreddare il corpo fino a provocare brividi, ma mantenere una respirazione calma e controllata e consentire all’organismo di adattarsi progressivamente allo stimolo.

Immersione in acqua fredda: recupero dopo l’allenamento

Negli studi di medicina e fisiologia dello sport vengono frequentemente analizzate temperature dell’acqua comprese tra 10 e 15 °C e tempi di immersione di 10–15 minuti. Questo intervallo è tra i più studiati per quanto riguarda la riduzione dell’indolenzimento muscolare e il recupero dopo un’attività fisica intensa.⁸

Si tratta di protocolli utilizzati in studi controllati e non di raccomandazioni valide per tutti. L’immersione dell’intero corpo può provocare uno shock da freddo e, negli adulti, richiede una valutazione medica e una supervisione adeguate.

Criocamera: esposizione breve con screening medico

Durante la criostimolazione corporea totale (Whole-Body Cryostimulation, WBC), il corpo viene esposto per due-quattro minuti ad aria secca estremamente fredda all’interno di una camera specializzata. La temperatura e la durata precise dipendono dal dispositivo utilizzato e dal protocollo della struttura.

Prima della prima seduta sono indispensabili la valutazione delle eventuali controindicazioni e la misurazione della pressione arteriosa.⁹

Una camera fresca: esposizione lieve e prolungata

Dormire in un ambiente fresco può aumentare l’attività del tessuto adiposo bruno, che utilizza energia per produrre calore durante la notte.

In uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes, cinque uomini sani hanno trascorso per un mese almeno dieci ore ogni notte in una stanza mantenuta a 19 °C. Alla fine del mese, il volume del tessuto adiposo bruno attivo era aumentato del 42% e la sua attività metabolica del 10%. Era migliorata anche la sensibilità all’insulina dopo i pasti.¹

CRYOSHOT: IL TRATTAMENTO CHE RESTITUISCE AL VISO UN ASPETTO FRESCO E RIPOSATO

Il freddo non riguarda soltanto i trattamenti per tutto il corpo. Nella skincare può essere applicato in modo mirato proprio nelle zone in cui i segni di stanchezza diventano visibili più rapidamente: gonfiore, rossori e incarnato spento e affaticato.

Cryoshot Hydrating Serum porta questo principio nella routine quotidiana. Questo siero neurocosmetico combina un NAD+ Supporting System con un applicatore roller in metallo dall’effetto rinfrescante. Se conservato in frigorifero, il roller dona una sensazione di freschezza percepibile fin dal primo passaggio. Massaggia delicatamente la pelle, riduce rapidamente la visibilità del gonfiore e restituisce al viso un aspetto più fresco e riposato.

L’azione di Cryoshot non si limita all’effetto rinfrescante immediato. Entra poi in azione la formula concentrata: la niacinamide al 10% rafforza la barriera cutanea e favorisce un incarnato più uniforme; il complesso peptidico migliora la compattezza; gli attivi neurocosmetici riducono la visibilità di rossori e gonfiori; quattro forme di acido ialuronico assicurano un’idratazione multilivello e prolungata.

Cryoshot combina un effetto rinfrescante immediato con un trattamento quotidiano completo: dona subito freschezza al viso e, con l’uso regolare, migliora l’idratazione, l’uniformità dell’incarnato e la compattezza della pelle.

INDICAZIONI DI SICUREZZA

Prima di sottoporsi a una criostimolazione corporea totale è necessario consultare il medico in presenza di patologie cardiache o vascolari, tra cui cardiopatia ischemica, ipertensione non controllata, aritmie o disturbi della circolazione periferica. È inoltre necessaria una valutazione medica in caso di sindrome di Raynaud, orticaria da freddo, crioglobulinemia, diabete di tipo 1, diabete di tipo 2 non controllato o complicato ed epilessia.⁹

Prima di un’immersione in acqua fredda è opportuno consultare il medico, in particolare in presenza di patologie cardiache o vascolari. Un’immersione improvvisa di tutto il corpo può provocare uno shock da freddo e sottoporre il sistema cardiovascolare e quello respiratorio a un forte stress.¹⁰

La criostimolazione corporea totale non deve essere effettuata durante la gravidanza, in presenza di febbre, infezioni acute o durante un trattamento oncologico in corso.⁹ Non si deve mai entrare in acqua fredda dopo aver consumato alcol o senza la presenza di un’altra persona.¹⁰

I protocolli strutturati di esposizione al freddo sono destinati agli adulti. Per i minori, eventuali applicazioni del freddo devono avvenire esclusivamente previo parere medico e sotto la supervisione responsabile di un adulto.

CONCLUSIONI

Il freddo contribuisce a un invecchiamento sano non attraverso un singolo effetto, ma mediante un’intera cascata di risposte fisiologiche. Nel giro di pochi secondi attiva il sistema nervoso, ridistribuisce il flusso sanguigno e stimola la produzione di calore nei muscoli e nel tessuto adiposo bruno.

Il corpo aumenta il dispendio energetico e passa rapidamente a uno stato di maggiore vigilanza. Dopo uno sforzo fisico intenso, l’indolenzimento muscolare e la sensazione di affaticamento possono risultare meno marcati. Un’esposizione regolare e moderata a temperature più fresche favorisce inoltre la capacità di adattamento, ovvero la capacità dell’organismo di rispondere in modo efficiente agli stimoli e di ritrovare successivamente il proprio equilibrio.

Questa capacità di adattamento rappresenta un elemento importante dell’invecchiamento sano.

FONTI

  1. Lee P, Smith S, Linderman J, et al. Temperature-Acclimated Brown Adipose Tissue Modulates Insulin Sensitivity in Humans. Diabetes. 2014;63(11):3686–3698. doi:10.2337/db14-0513. https://doi.org/10.2337/db14-0513

  2. Ouellet V, Labbé SM, Blondin DP, et al. Brown adipose tissue oxidative metabolism contributes to energy expenditure during acute cold exposure in humans. J Clin Invest. 2012;122(2):545–552. doi:10.1172/JCI60433. https://doi.org/10.1172/JCI60433

  3. Cypess AM, Lehman S, Williams G, et al. Identification and Importance of Brown Adipose Tissue in Adult Humans. N Engl J Med. 2009;360(15):1509–1517. doi:10.1056/NEJMoa0810780. https://doi.org/10.1056/NEJMoa0810780

  4. Alvarez GE, Zhao K, Kosiba WA, Johnson JM. Relative roles of local and reflex components in cutaneous vasoconstriction during skin cooling in humans. J Appl Physiol. 2006;100(6):2083–2088. doi:10.1152/japplphysiol.01265.2005. https://doi.org/10.1152/japplphysiol.01265.2005

  5. Johnson DG, Hayward JS, Jacobs TP, Collis ML, Eckerson JD, Williams RH. Plasma norepinephrine responses of man in cold water. J Appl Physiol. 1977;43(2):216–220. doi:10.1152/jappl.1977.43.2.216. https://doi.org/10.1152/jappl.1977.43.2.216

  6. Herrera E, Sandoval MC, Camargo DM, Salvini TF. Motor and sensory nerve conduction are affected differently by ice pack, ice massage, and cold water immersion. Phys Ther. 2010;90(4):581–591. doi:10.2522/ptj.20090131. https://doi.org/10.2522/ptj.20090131

  7. Moore E, Fuller JT, Buckley JD, et al. Impact of Cold-Water Immersion Compared with Passive Recovery Following a Single Bout of Strenuous Exercise on Athletic Performance in Physically Active Participants: A Systematic Review with Meta-analysis and Meta-regression. Sports Med. 2022;52(7):1667–1688. doi:10.1007/s40279-022-01644-9. https://doi.org/10.1007/s40279-022-01644-9

  8. Machado AF, Ferreira PH, Micheletti JK, et al. Can Water Temperature and Immersion Time Influence the Effect of Cold Water Immersion on Muscle Soreness? A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports Med. 2016;46(4):503–514. doi:10.1007/s40279-015-0431-7. https://doi.org/10.1007/s40279-015-0431-7

  9. Capodaglio P, Alito A, Dugué BM, et al. Contraindications to Whole-Body Cryostimulation (WBC). A position paper from the WBC Working Group of the International Institute of Refrigeration and the multidisciplinary expert panel. Front Rehabil Sci. 2025;6:1567402. doi:10.3389/fresc.2025.1567402. https://doi.org/10.3389/fresc.2025.1567402

  10. Tipton MJ. Cold water immersion: kill or cure? Exp Physiol. 2017;102(11):1335–1355. doi:10.1113/EP086283. https://doi.org/10.1113/EP086283